Organo Ufficiale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva
 

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Attività dei laboratori di Emodinamica Italiani nel 2000

Gian Battista Danzi 

 

La raccolta dei dati di attività dei laboratori di Cardiologia Invasiva è divenuto un appuntamento qualificante per la nostra società scientifica. Questa rilevazione puntuale ed affidabile (grazie  alla operazione di audit effettuata annualmente) gode di un crescente apprezzamento da più parti: comunità scientifica, amministrazioni sanitarie (pubbliche e private), aziende produttrici di beni di consumo. Il sito web della nostra società (www.gise.it) ed il nostro giornale "Emodinamica" riportano in modo analitico i dati di questa rilevazione che sono a disposizione di tutti (vedi allegato).


     Dai dati in nostro possesso per l'anno 2000 emerge che i centri cardiologici Italiani dotati di laboratorio di Emodinamica risultano essere 178. Come e' noto aderiscono alla nostra associazione sostanzialmente tutte le strutture di cardiologia invasiva presenti nel nostro paese che sono ormai adeguatamente distribuite in tutte le regioni.

     Nell'anno 2000 abbiamo osservato un vero e proprio "boom" per ciò che concerne il volume di lavoro delle nostre strutture che ha raggiunto un livello che fino a pochi anni or sono era proprio di alcune nazioni Europee (come  la Germania, la Francia ed i Paesi Bassi) da sempre considerate all'avanguardia nel nostro settore.

     Il numero di procedure totali ha superato per la prima volta le 200.000 (3.737 per milione di abitanti) (Figura 1). L'incremento maggiore si è avuto per l'angioplastica coronarica con oltre 55.000 procedure (965 per milione di abitanti) e con un trend in netta crescita ormai dal 1995 (Figura 1 e 2). L'impiego dello stent durante le procedure interventistiche coronariche si è stabilizzato su valori dell'80% mentre le procedure di PTCA convenzionale sono state 10.000 (Figura 3).

     Si è ridotto il gap che esisteva nei decenni scorsi tra attività eseguita dai centri del nord nei confronti dell'Italia centrale e del  mezzogiorno (Tab 1). Infatti le nuove strutture che sono recentemente sorte in regioni come la Puglia hanno iniziato la loro attività con numeri più che ragguardevoli.

     L'attività interventistica e' cresciuta anche per ciò' che concerne le procedure  vascolari periferiche (non coronariche) ed i cardiologi che si dedicano a questa disciplina (che richiede il bakground tecnico proprio degli emodinamisti) sono in costante aumento. Inoltre la nostra società scientifica e' la sola a disporre di un data-base analitico che raccolga dati circa le procedure interventistiche periferiche che, come è noto, vengono eseguite nel nostro paese da figure specialistiche diverse.
     L'operazione di raccolta dati costa fatica ma è divenuta un "compito" istituzionale per la nostra associazione. Un ringrazimento particolare è doveroso per tutti coloro che hanno contribuito a tale operazione

Tabella I.  Attività per Area Geografica nel 2000

 

             Fig. 1 - Numero di procedure totali

            Fig. 2 - Numero di procedure interventistiche