Organo Ufficiale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva
 

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Corrispondenza

 

Riceviamo e pubblichiamo


Caro Direttore,

ritengo utili alcuni commenti che spero possano essere pubblicati, sulla corrispondenza di Richichi, Klugmann e Steffenino comparsa nel fascicolo N.27 di "Emodinamica".
1) I tre argomenti trattati da Richichi seguono una delicata premessa dove si sottolinea la discrepanza tra i dati dell'attività interventistica (anno 2000) raccolti nel Lazio dal GISE e quelli da lui ricavati attraverso i DRG 124 e 125 della regione. È una differenza vistosa e preoccupante che merita sicuramente un approfondimento e una verifica (magari con un indagine a campione). Vorrei però ricordare che il DRG non è il metodo più idoneo ad identificare l'esecuzione di una coronarografia poiché, ad esempio, questa procedura eseguita nell'ischemia cardiaca acuta non modifica il DRG della stessa (121,122,123) e, di conseguenza, applicando questo metodo, non viene identificata e conteggiata nei pazienti con infarto acuto del miocardio.
Gli argomenti che poi Richichi affronta (attività di controllo e programmazione, attività di promozione e coordinamento culturale, modifiche statutarie in senso regionalistico) meritano attenzione ed ampia discussione (anche assembleare, da troppo tempo carente), soprattutto sul terzo punto (realtà regionali) che mi vede concorde in linea di principio, ma diversamente orientato nelle soluzioni applicative.
2) Klugmann mi ha deluso quando, con distacco, afferma di ricevere "la vostra rivista" in cui ha comunque rilevato una ingiustificata assenza dei dati di 2 grandi ospedali milanesi. Penso che la Società Italiana di Cardiologia Invasiva e il nostro, pur non perfetto, giornale desiderino confermare un saldo legame con Silvio Klugmann per quanto, anche come Segretario ha fatto per il GISE e l'emodinamica italiana e spero che anche Silvio riconsideri i suoi rapporti con la Società, dedicando ad essa una parte, anche piccola, della sua, pur molto impegnata, attività quotidiana. L'insufficiente rappresentanza del gruppo lombardo nel Direttivo (solo il Presidente uscente), peraltro comune anche alla mia regione (Veneto), potrà essere corretta quando i baroni dell' emodinamica lombarda avranno concordato ed individuato la persona o le persone che meglio li rappresentino: sono certo che allora non mancheranno l'assenso ed i voti di tanti emodinamisti italiani per i quali la Lombardia è stata area di formazione ed approfondimento professionale.
3) Ma confesso che la prima (Emodinamica N.23) e poi la seconda, più dettagliata lettera di Steffenino (Emodinamica N.27) sono state il movente più incisivo per questa mia. Peraltro probabilmente avrei glissato anche questa volta l'impegno se non avessi ricevuto in questi giorni il programma del XXIII° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia Invasiva (Verona 23-26 ottobre 2002). Da esso risulta che l'assemblea dei Soci si terrà venerdì sera (penultimo giorno del Congresso) alle ore 18 alla Fiera campionaria e che alle ore 20.30 nel Palazzo della Gran Guardia si terrà la Cena Sociale. L'Assemblea concluderà una lunga ed ininterrotta giornata scientifica iniziata alle ore 8.30 e si effettuerà contemporaneamente alle Controversie sul "Trattamento degli aneurismi addominali" (una sala) e "Trattamento delle lesioni ostiali della coronaria sinistra" (altra sala), le cui conclusioni sono previste per le ore 19. Il buon Steffenino aveva imprudentemente scritto nel 2000, dopo la deludente Assemblea di Palermo tenuta con pochi intimi in chiusura di Congresso :"Assemblea dei Soci : posizione centrale nel Congresso : inevadibile" e nel 2001 aveva proposto una serie di argomenti da discutere in Assemblea, dopo la "frettolosa kermesse di Cernobbio" che io avevo presieduto. In quella sede infatti si era nuovamente ribadito e unanimemente auspicato un più ampio spazio per l'incontro societario e si era dato mandato esplicito in tal senso all'allora eleggendo Consiglio Direttivo. Ritengo perciò deprecabile che l'Assemblea dei Soci (che probabilmente dovrà anche adempiere all'obbligo statutario dell'approvazione del bilancio) non si sia collocata in ora diversa e con tempi più ampi, idonei al principale e insostituibile evento della vita associativa di una Società aperta, impegnata e libera quale il GISE è stato per lungo tempo e deve continuare ad essere.
Sorvolo su un altro aspetto del Congresso su cui Steffenino auspicava "Eminenti personaggi stranieri: pochi e solo se non vengono a ripetere le cose che hanno già detto in congressi appena precedenti …..", impostazione accolta anche da altri colleghi che, prima di essere eletti avevano nel programma il "calmieramento" dei "conferenzieri volanti"; leggo invece che l'International Guest Faculty di quest'anno è composto di 28 persone (16 statunitensi) per trenta interventi congressuali (non conosco i temi e l'impegno per i simposi satelliti).
Al di là di queste contingenze, alle quali ognuno di noi può dare diverso peso e significato, va ricordato che la lettera di Steffenino si articola in 8 punti chiave affrontati in maniera sintetica ma chiara e che mi vedono abitualmente consenziente.
Concordo infatti con il punto 2 (rapporti con l'industria) e 3 che si articola in una serie di problematiche tecnico-assistenziali, tutte di primario rilievo e di grande impegno anche operativo. Meno definite mi sembrano le tematiche societarie collegate alla ricerca (punto 4), mentre è esplicito, apprezzabile ma forse di non facile realizzazione quanto suggerito per il finanziamento (punto 5). I punti 7 e 8 ( a cosa può/deve servire il Congresso e l'Assemblea) già parzialmente considerati, richiederebbero anch'essi una lunga disamina. Ritengo peraltro che questi due momenti societari non siano da considerare separatamente, poiché molti temi affrontabili in Congresso con l'appoggio di esperti anche estranei alla Società, dovranno poi essere discussi in Assemblea, quando, dai rilievi scientifici possono/devono scaturire ipotesi operative da applicare a livello nazionale, regionale o aziendale con indirizzi che, a mio parere, non possono essere demandati al Consiglio Direttivo che, non dimentichiamolo ha il compito di realizzare le linee di indirizzo stabilite dall'Assemblea (art.15 dello statuto). E' in Assemblea che si deve "esprimere" il consenso informato, la responsabilità in cardiologia interventistica (vedi l'esauriente articolo di Eloisa Arbustini - Emodinamica N.23 ), i problemi cultural-socio-economici correlati all'impiego degli stent medicati, l'attribuzione di letti di degenza in cardiologia interventistica, l'accreditamento, i rapporti tra UTIC e Lab.Cath., la gestione del follow up dell'angioplasticato, ecc.,ecc. Su due punti-chiave ho qualche perplessità.
Punto 1: "Qual è la mission del GISE". Steffanino afferma che "la nostra Società ha come compito prioritario lo studio e la ricerca, ….." ma lo Statuto afferma (Art.2) che "l'associazione riunisce coloro che si dedicano allo studio ed allo sviluppo culturale ed operativo dell'Emodinamica ….". La differenza può apparire irrilevante ma suggerisce che la Società dovrebbe eventualmente attivarsi nella ricerca scientifica diretta usufruendo del Centro Studi di Cardiologia Invasiva previsto nel Regolamento e, mi dicono, esistente ma comunque non comparabile con l'"Heart Care Foundation" dell'ANMCO di cui Steffenino è il coordinatore del Comitato Scientifico. Ricordo comunque che il GISE è nato essenzialmente per riunire gli operatori della disciplina onde consentire una più precisa identificazione professionale degli stessi e favorire la reciproca conoscenza e, se compatibile, l'amicizia, creando tra gli associati un legame di solidarietà che, pur nella giusta emulazione competitiva, consentisse uno scambio di esperienze, competenza ed opinioni a vantaggio della scienza e dell'operatore ma soprattutto del paziente troppo spesso, anche 30-40 anni orsono, oggetto di sperimentazione tecnologica o palestra di dilettanti. Per questi motivi abbiamo sin dall'inizio cercato di uniformare metodiche e procedure, migliorando con il confronto la qualità della prestazione e l'assistenza al paziente. Le riunioni assembleari hanno avuto un ruolo fondamentale in questa funzione ancora auspicabile.
Punto 6: Resta infine il problema "dell'inserimento del GISE nel contesto europeo". Purtroppo, ma per motivi facilmente intuibili, nelle altre nazioni non sono sorti gruppi o associazioni con caratteristiche ed autonomia analoghe a quella del GISE e la Federazione Europea di Emodinamica e Cardiologia Invasiva resta perciò una mia chimera. Sono rimasti invece percorribili i rapporti con i vari Working Groups che prevedono prestazioni invasive nell'ambito di patologie diverse (coronaropatie, miocardiopatie, congeniti, ecc.) con finalità non necessariamente coincidenti con i nostri indirizzi societari.

Un saluto amichevole

Mario Vincenzi
Socio Onorario

 

Replica

Le lettere di Steffenino, di Richichi e di Klugmann erano state pubblicate intenzionalmente senza un commento del Consiglio Direttivo evitando precisazioni e rettifiche che avrebbero alimentato sterili, inutili polemiche nell'ottica di svolgere un programma propositivo che miri all'unità della nostra Società. Però, la lettera di un autorevole socio della nostra Società, il Prof. Vincenzi ci impone questa volta l'obbligo di replica.
1. Lettera di Richichi. I dati ricavati da Richichi sono stati ricavati dai DRG e pertanto non attendibili perchè, come è noto, essi non consentono una esatta identificazione delle procedure. L'indagine a campione proposta dal Prof. Vincenzi viene già regolarmente effettuata dalla nostra Società da molti anni (esempio unico in Italia) prima di pubblicare i dati di attività dei laboratori. Quest'anno ad esempio, oltre ad altri laboratori italiani, a Roma è stata sorteggiata l'Emodinamica del S. Spirito. Giova ricordare che dall'Audit del 2000 (cui si riferisce la lettera di Richichi) e dall' Audit di quest'anno è emersa una sostanziale veridicità dei numeri dichiarati con una oscillazione non superiore al 10%.
2. Lettera di Klugmann. Klugmann nella sua lettera toccava due punti. Il primo riguardava la mancanza, per un mero errore tipografico, di alcuni dati dei laboratori di emodinamica della Lombardia (che sono stati prontamente inseriti nel numero successivo del Giornale). Il secondo si riferiva alla mancanza di Soci lombardi nel Consiglio Direttivo. Questo problema non può essere risolto dal Consiglio Direttivo, né dai cosiddetti "Baroni" a cui il Prof. Vincenzi fa riferimento (scomparsi o in via di estinzione ormai da molti anni). I soci, come in tutte le Società democratiche, formano democraticamente attraverso il proprio voto il Consiglio Direttivo.
3. L'assemblea dei soci. Questa si terrà il Venerdì (e non il Sabato mattina come è successo nel passato !) prima dell'evento sociale proprio per garantire la massima partecipazione dei soci. Non sarà in contemporanea con nessun evento scientifico come il Prof. Vincenzi criticava, messo fuori strada da un errore tipografico (basta fare i conti delle singole presentazioni per verificarlo) e sarà disponibile il tempo per discutere in modo ampio e democratico le varie e complesse problematiche della nostra Società.
4. Congresso. Per quanto riguarda la partecipazione di relatori stranieri, giova ricordare che la qualità di una Società Scientifica si vede soprattutto dal tipo di Congresso annuale che riesce ad organizzare. Quest'anno il comitato scientifico del Congresso ha fatto un lavoro veramente eccezionale e di grandissima qualità. Il prof. Vincenzi non può aver dimenticato un suo polemico intervento nell'assemblea di Bologna del 1997 in cui lamentava il carattere troppo nazionale del Congresso e ne chiedeva l'apertura ai relatori internazionali soprattutto ai colleghi Francesi e Spagnoli (cosa poi fatta da Violini in uno dei successivi Congressi). In ogni caso, quest'anno il Comitato Scientifico del Congresso, su precisa ed espressa indicazione del Consiglio Direttivo, ha invitato tutti i relatori italiani scientificamente più validi ed i relatori stranieri che sono stati ritenuti importanti per elevare il contenuto culturale del Congresso. Organizzare un Congresso di elevato livello culturale e scientifico è sempre difficile e le osservazioni, se costruttive e non solamente polemiche, sono ben accette, ma la polemica per la polemica, soprattutto davanti ad un'oggettiva eccellente qualità, non dovrebbe essere fatta.
Infine, per quanto riguarda il contesto internazionale, il Consiglio Direttivo della nostra Società ha, oltre ad intenso programma culturale, contatti avanzati di collaborazione istituzionali con il Working Group di Cardiologia Interventistica della Società Europea di Cardiologia e con la Società Americana di Cardiologia Invasiva (SCAI). Riteniamo che l'informazione sia il momento essenziale per crescere: lo strumento ideale di discussione e aggiornamento è il nuovo sito della nostra Società www.gise.it che, oltre alle ultime informazioni disponibili, rappresenta un utile strumento per avere un filo diretto con il Consiglio Direttivo della Società Italiana di Cardiologia Invasiva-Gise.

Consiglio Direttivo del Gise

 

Milano, 13 maggio 2002

Illustre Presidente,

I Cardiologi ed i Cardiochirurghi dell'Istituto che mi pregio di rappresentare ritengono di fare cosa gradita alla Società Italiana di Cardiologia Invasiva informando i membri del sodalizio che Ella presiede di aver intitolato al compianto Attilio Reale la struttura didattico asistenziale nella quale prestano la loro opera, adottando la denominazione "Istituto del Cuore e dei Grossi Vasi Attilio Reale". Si è inteso, in tal modo onorare la memoria di un Padre Storico dell'Emodinamica, che tanto lustro ha conferito alla Cardiologia italiana.
L'attività di emodinamica e di Cardiologia Interventistica nell'Istituto, a suo tempo avviata dal caro Attilio, viene ore proseguita dai suoi allievi, Prof.ri Antonio Nigri, Giovanni Scibilia, Enrico Manieri, Francesco Barillà, Cesare Greco, Michele Schiariti, Gaetano Tanzilli.
A nome dei Colleghi dell'Istituto e mio personale Le chiedo di adoperarsi affinché la presente sia pubblicata, quale riconoscimento ad una eminente figura della Cardiologia nazionale, nel giornale "Emodinamica", Organo Ufficiale della Società Italiana della Cardiologia Invasiva"

La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei distinti saluti

Prof. Michele Toscano