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Attività dei Laboratori Italiani di Emodinamica e Cardiologia Interventistica nel 2002
Ciro Indolfi
La pubblicazione dei dati sull’attività dei Laboratori Italiani nel 2002 continua la tradizione della annuale raccolta iniziata dalla nostra Società nel 1995. Lo scopo della pubblicazione di tali dati è quello di mostrare il trend della Cardiologia Invasiva in Italia, Regione per Regione, Città per Città e Laboratorio per Laboratorio.
METODO: Come negli anni precedenti, la raccolta dei dati è stata effettuata inviando un questionario dettagliato al responsabile del laboratorio. Istruzioni ed esempi su come compilare il sondaggio sono stati allegati al questionario. L’affidabilità dei dati è stata valutata, prima di renderli pubblici, con un controllo random su laboratori sorteggiati a caso. L’Audit ha sostanzialmente confermato la attendibilità dei dati con una variazione dei numeri dichiarati rispetti ai numeri reali non superiore al 10%.
RISULTATI: Va innanzitutto sottolineato che, rispetto ai dati relativi all'anno 2001, un numero maggiore di laboratori ha contribuito alla stesura dell'elenco generale. Sono infatti 189 i laboratori che hanno aderito all'iniziativa rispetto ai 183 dello scorso anno e ai 170 del 2000 (6 nuovi laboratori si sono iscritti al Gise lo scorso anno). I laboratori italiani che effettuano procedure interventistiche sono 162 (85.7% del numero totale). I 6 nuovi laboratori sorti nel 2002 in Italia effettuano tutti procedure interventistiche oltre che diagnostiche.
CORONAROGRAFIE: In Italia nel 2002 sono state effettuate 193.569 coronarografie con un incremento rispetto al 2001 dell’8%. Tale incremento è stato sostanzialmente uguale a quello verificatosi nel 2001 rispetto al 2000 (Figura 1). Come negli anni precedenti, la regione nella quale è stato effettuato il numero più alto di coronarografie è stata la Lombardia, seguita dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Veneto (Figura 2). Il numero di coro/milione di abitanti italiano è stato di 3342 procedure (Figura 3).
ANGIOPLASTICHE CORONARICHE: Un totale di 75.779 angioplastiche coronariche sono state effettuate in Italia nel 2002, 65.424 nel 2001 e 55.568 nel 2000 (Figura 4); nel 2002 rispetto al 2001 si è verificato un incremento percentuale del 15,8%. Tale aumento è leggermente più basso di quello riscontrato nel 2001 rispetto al 2000 (Figura 1). Il numero di angioplastiche con solo palloncino si è ridotto nel 2002 rispetto al 2001 (da 12.013 nel 2001 a 11.374 nel 2002, -8,3%) (Figura 1). Il numero di angioplastiche per milione di abitanti nel 2002 è stato 1339 mentre il numero di primarie/milione di abitanti è stato 156 (Figure 5 e 6).
STENTING CORONARICO: Il numero di stents coronarici è ulteriormente aumentato del 20,6% da 53.411 casi nel 2001a 64.405 nel 2002. Il numero di stents impiantati per procedura è stato in media di 1,2, per un totale di circa 77.286 stents. Nel 2002 tutte le regioni italiane hanno registrato un aumento nel numero di angioplastiche con impianto di stent. Come l’anno scorso la Lombardia detiene il primato anche per quanto riguarda il numero di procedure interventistiche totali, seguita dal Piemonte, dalla Toscana e dall’Emilia Romagna (Figura 7). Tali differenze si modificano quando si considera il numero di procedure/milione di abitanti (Figura 5).
Particolare attenzione merita il numero delle angioplastiche effettuate in pazienti con infarto miocardico acuto, in aumento in tutte le regioni rispetto agli anni precedenti (Figura 8). Lo scorso anno sono state effettuate 9010 angioplastiche primarie (+31% rispetto al 2001) e 1902 angioplastiche rescue (+9% rispetto al 2001). La Lombardia, la Toscana e il Veneto sono le tre regioni italiane che effettuano il maggior numero di angioplastiche primarie, anche se in tutte le regioni si è verificato una aumento delle procedure rispetto all’anno precedente (Figura 9). In particolare, in Puglia si è registrato un incremento percentuale del numero di PTCA primarie del 181% (da 123 nel 2001 a 346 nel 2002); nel Lazio tale incremento è stato del 104%, in Sicilia del 95,5% e in Friuli Venezia Giulia del 71.4%. La Toscana è la regione in cui si effettua il maggior numero di angioplastiche primarie per milione di abitanti, seguito dalla Lombardia e dal Veneto (Figura 6).
ATERECTOMIA: iI numero di procedure in cui è stata effettuata l’aterectomia nell’ultimo anno ha subito una riduzione percentuale di –27,7%; da 950 procedure nel 2001, infatti, si è passati a 687 nel 2002. Un andamento simile è stato rilevato anche per quanto concerne l’impiego del rotablator: da 663 nel 2001 siamo passati a 626 nel 2002 (-5,6%).
IVUS: Nel 2002 sono state effettuate più procedure con IVUS (2622) rispetto al 2001 (2209), per un incremento percentuale di +18,7%.
INTERVENTISTICA PERIFERICA: Anche nel campo dell’interventistica periferica si è registrato un aumento del numero di procedure nel 2002 rispetto all’anno precedente. Il dato più eclatante riguarda le PTA della carotide il cui incremento è stato del 50% (da 689 casi nel 2001 a 1032 nel 2002); ancora maggiore è l’incremento percentuale delle procedure effettuate utilizzando devices di protezione distale: si passa da 622 procedure nel 2001 a 1040 nel 2002 (+67%). Le PTA renali sono aumentate del 23% (448 nel 2001 vs 553 nel 2002), l’impianto di endoprotesi aortiche del 13% e le angioplastiche a carico del distretto femoro-popliteo del 4.6%. Una lieve riduzione hanno, invece subito, il numero di angioplastiche del distretto iliaco-femorale soprainguidale: da 1273 procedure nel 2001 a 1202 nel 2002.
La raccolta dei dati sull’attività dei laboratori italiani rappresenta un importante impegno istituzionale della nostra Società. L’analisi dei dati dimostra chiaramente che un numero maggiore di pazienti affetti da malattia coronarica viene trattato mediante tecniche percutanee. Inoltre l’introduzione degli stents medicati porterà ad importanti modifiche delle strategie terapeutiche e, pertanto, un ulteriore aumento delle procedure interventistiche è ipotizzabile per l’anno in corso. Il numero di angioplastiche primarie, benché aumentato rispetto all’anno precedente (9010 nel 2002 rispetto a 6871 nel 2001 e 4786 nel 2000; +31% 2002 vs 2001) rimane basso; infatti corrisponde solo a meno del 10% di tutti gli infarti con sopraslivellamento del tratto ST ricoverati in ospedale. Sarebbe auspicabile al fine di aumentare il numero di angioplastiche primarie la realizzazione di reti interospedaliere operanti alla stessa maniera con standard uguali su tutto il territorio nazionale.